3 lug 2009

David Hakken – The global crisis: how responsible are computing professionals?



David Hakken – The global crisis: how responsible are computing professionals?

Il seminario di oggi 20 maggio 2009, tenuto dal professor David Hakken della Indiana University, ha analizzato il ruolo degli esperti di computing nell’attuale crisi finanziaria.
Hakken ha introdotto l’argomento presentando il famoso libro “The fool’s gold” scritto da Gillian Tett, assistente editrice del Financial Times e con un dottorato in antropologia sociale alla Cambridge University. In questo libro viene presentata una prospettiva diversa della crisi, esaminando l’evoluzione degli strumenti finanziari e la cultura che è alla base della crisi stessa.
La trattazione è poi proseguita focalizzando l’attenzione sui cosiddetti “computing professionals”, ovvero gli esperti di computing, dove con “computing” si intende sottolineare l’attività e le azioni rese possibili dall’uso dei computer piuttosto che gli elaboratori considerati in quanto tali.
In particolare sono state esaminate entrambe le correnti di pensiero, vale a dire quella che considera gli esperti di computing responsabili della crisi finanziaria e quella che invece non li considera responsabili. Per quanto riguarda la prima, alcuni elementi a favore di questa tesi sono:

  • i social network e più in generale gli strumenti informatici hanno permesso un’innovazione finanziaria
  • questi strumenti hanno anche generato un enorme aumento nel mercato finanziario disconnesso dalle necessarie strutture regolative
  • il fatto che tale mercato e struttura siano disadattate rendono impossibile una valutazione e quindi insolubile la crisi finanziaria (non è possibile cioè valutare le azioni che una banca ha, per esempio)
  • la grande “pubblicità” relativa alla potenza di computing, dalla quale gli esperti di computing hanno tratto benifici e che essi stessi promuovono, ha permesso fortemente la diffusione di una mentalità quale quella di essere “padroni dell’universo” alla base della crisi

Al contrario, per quanto riguarda la seconda corrente di pensiero, ovvero il fatto che gli esperti di computing non siano responsabili della crisi finanziaria, sono stati esposti i seguenti motivi:

  • la mentalità GIGO (Garbage In, Garbage Out), cioè il fatto che gli esperti di computing non sono responsabili di ciò che viene fatto da altre persone con gli strumenti da loro sviluppati
  • sebbene possiamo tutti beneficiare del progresso nel mondo tecnologico, in particolare quello relativo all’aumento di potenza dei computer, per risolvere questioni elementari, non siamo responsabili di questo
  • sebbene estremamente difficile, per mezzo di vari mezzi computazionali la domanda sul valore sarà risolta (fiducia nella potenza dei calcolatori)
  • per mezzo delle loro innovazioni strutturali, gli esperti di computing hanno dimostrato mezzi per “guidare” la formazione del mondo sociale attuale senza mezzi di regolazione, cioè virtualmente

Successivamente è stato affermato che, per essere d’accordo o no sul fatto che gli esperti di computing siano rensponsabili della crisi globale, prima è necessario accordarsi su:

  • definizioni
  • fatti
  • valori (normative in vigore)

Infine sono stati presentitati altri problemi etici relativi al mondo degli esperti di computing (per esempio, gli esperti computing sono responsabili della proprietà degli strumenti che sviluppano?).

Considerazioni personali
Il tema trattato oggi è stato molto interessante, perché analizzato da un punto di vista particolare a cui gli informatici non sono molto abituati, vale a dire da un punto di vista etico. Per quanto mi riguarda, credo che gli esperti di computing siano sicuramente responsabili in parte per quanto successo, ma non più di altre categorie. E’ stata la stessa società e i valori su cui essa è fondata ad aver alimentato una perversa rincorsa alla capitalizzazione, sfociata nella grande crisi globale nella quale ora ci troviamo tutti pesantemente coinvolti.
Soltanto un radicale ripensamento sui valori fondanti della nostra società ed un drastico cambio di mentalità generale potranno farci uscire da questa situazione critica ed evitare in futuro il ripetersi di simili fatalità.


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